Origini e significato delle Tavole
di San Giuseppe
La tradizione delle Tavole di San Giuseppe ha origini
antiche e affonda le sue radici nella devozione popolare verso il Santo,
protettore della famiglia e dei più bisognosi. Secondo la leggenda, questa
usanza nacque come un voto di ringraziamento a San Giuseppe per aver salvato la
popolazione da carestie o calamità naturali. Le famiglie, per devozione, allestivano
grandi tavolate imbandite con ogni genere di pietanza per offrire ristoro ai
poveri e ai bisognosi, in un atto di carità cristiana che continua ancora oggi.
La preparazione delle Tavole: un
impegno collettivo
L'organizzazione delle Tavole inizia settimane prima
dell'evento. Le famiglie che decidono di partecipare alla tradizione, spesso
per sciogliere un voto o per profonda devozione, si dedicano con cura alla
preparazione delle pietanze e alla decorazione delle tavole. Questo impegno
coinvolge tutta la comunità: le donne preparano i cibi tipici, mentre gli
uomini si occupano dell'allestimento e della logistica.
Le Tavole vengono allestite in case private, o spazi
pubblici, e rimangono aperte alla visita dei fedeli per l’intera giornata del
18 marzo. Ogni tavola è caratterizzata da una disposizione precisa e simbolica
degli alimenti e degli oggetti sacri. Al centro vi è sempre un'immagine di San
Giuseppe, circondata da candele, fiori e pane benedetto.
I piatti tipici delle Tavole di San
Giuseppe
Le pietanze che adornano le Tavole di San Giuseppe sono il
cuore di questa tradizione. Ogni piatto ha un significato simbolico e segue una
rigorosa preparazione che si tramanda di generazione in generazione.
Tra i piatti principali troviamo:
- La
massa con i ceci: una pasta fatta in casa
condita con ceci e cipolla verde (spunzala), simbolo di abbondanza e fertilità.
- Lu
cranu stumpatu: grano bollito condito con
olio d’oliva, aglio verde e pepe, una pietanza che richiama il lavoro nei
campi e il legame con la terra.
- Verdure
di stagione: finocchi, fave novelle e
piselli freschi, che richiamano la rinascita primaverile.
- Fritture
di baccalà, lampascioni, catalogna e cavolfiore: immancabili nelle tavole, segno di purificazione e di
festa.
- Dolci tipici: tra cui le zeppole di San Giuseppe, e poi ancora, le cartellate, biscotti di latte, biscotti di vino, paste con le mandorle, pezzetti di cannella, angioletti, purcidduzzi e fucazzieddu, ossia crostata condita con marmellata di zucca mescolata con marmellata di fichi e uva, noci e mandorle tritate, cannella e chiodi di garofano.
Le Tavole accolgono anche frutti fuori stagione, come
melograni, uva e fichi secchi, oltre a pane speciale decorato con forme
religiose e simboliche.
Un evento di comunità e di fede
Le Tavole di San Giuseppe non sono solo un momento di festa
religiosa, ma anche un’occasione per rafforzare i legami comunitari. In
un’epoca in cui le tradizioni rischiano di perdersi, questa usanza continua a
essere un pilastro dell’identità culturale di Lizzano. Il senso di accoglienza e
di solidarietà che anima questa celebrazione è un messaggio potente, che
richiama i valori della condivisione e dell’amore per il prossimo.
Ogni anno, l’evento attira anche visitatori e turisti,
desiderosi di immergersi in questa esperienza unica, fatta di sapori autentici,
spiritualità e calore umano. Le Tavole di San Giuseppe sono una dimostrazione
di come la tradizione possa essere un ponte tra il passato e il presente, un
patrimonio immateriale che continua a vivere grazie alla devozione e alla passione
delle persone che la custodiscono.
Conclusione
La celebrazione delle Tavole di San Giuseppe a Lizzano
rappresenta un esempio straordinario di come fede, cultura e tradizione possano
fondersi in un evento di profondo significato. Attraverso la preparazione dei
cibi, la benedizione delle tavole e la partecipazione collettiva, questa antica
usanza continua a trasmettere valori universali di generosità e accoglienza,
mantenendo viva l’identità storica e spirituale del territorio.
Chiunque abbia l’opportunità di partecipare a questa festa
non può che restarne affascinato, portando con sé il ricordo di un’esperienza
autentica, carica di emozioni e di sapori indimenticabili.
La mia
esperienza personale con la Tavola di San Giuseppe
Dal 2023, ho iniziato anch’io ad
allestire la Tavola di San Giuseppe per devozione e per ringraziamento. Questo
gesto ha per me un significato profondo, non solo spirituale ma anche familiare.
Negli anni '60, i miei nonni. Marino Giuseppe e Simone Angela Rosa, allestivano
la Tavola con grande dedizione, mantenendo viva la tradizione fino alla loro
scomparsa, dopo la quale hanno continuato a preparare il Pane di San Giuseppe.
Questa usanza è stata poi portata avanti da mia zia, Marino Anna Maria, che ha
custodito il valore simbolico di questo pane speciale. Per me, partecipare a
questa tradizione significa onorare la memoria della mia famiglia e mantenere
vivo un legame con le radici e la fede che ci hanno sempre accompagnato.
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Tavola di San Giuseppe 2023 |
Tavola di San Giuseppe 2024 |
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Tavola di San Giuseppe 2025 |
Molto interessante. Capisco il tuo impegno ed il tuo entusiasmo nell'allestire la tavola di San Giuseppe. Le tradizioni familiari sono legami forti con le proprie radici e diventano sicuramente sempre più importanti con il passare degli anni.
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