La frase di Lao Tse, "Se le acque sono calme, riflettono la luna. Allo stesso modo, se noi ci plachiamo, riflettiamo il divino", offre una profonda metafora sul rapporto tra quiete interiore e connessione con il divino o con la nostra essenza più elevata.
Le acque calme sono un simbolo di serenità e chiarezza.
Quando un lago è calmo, la sua superficie è come uno specchio, capace di
riflettere perfettamente la luna, che qui rappresenta la saggezza o la luce
divina. Questo suggerisce che, quando la mente e il cuore sono in pace,
possiamo diventare come uno specchio limpido che riflette la bellezza e la
verità che ci circonda.
Il concetto di “placare” noi stessi fa riferimento a quella
calma interiore che raggiungiamo solo quando ci liberiamo del caos dei
pensieri, delle preoccupazioni e delle emozioni turbolente. È uno stato in cui
siamo in grado di entrare in contatto con la nostra natura autentica, che
spesso è nascosta sotto la superficie agitata della vita quotidiana. In questo
stato di quiete, siamo più ricettivi al divino, alla saggezza profonda che
abita dentro di noi e che, in condizioni normali, potrebbe essere offuscata.
Riflettere il divino non implica necessariamente un'adesione
a una specifica religione. Può significare riflettere la pace, la compassione,
la saggezza e la verità presenti nel nostro essere e nel mondo. Quando siamo in
armonia con noi stessi, la nostra vita diventa un riflesso di qualcosa di più
grande, che trascende l'ego e le limitazioni del nostro sé superficiale.
In definitiva, Lao Tse ci invita a cercare questa quiete interiore, a coltivare la calma per permettere alla nostra luce interiore di emergere e riflettere il divino presente in tutto ciò che ci circonda.
Credo che ognuno di noi sia già casa di un divino che solo nella quiete si può percepire. E quando questo accade, io provo la meraviglia di fare parte di un tutto di cui so poco ma ne sono ristorata.
RispondiEliminaBuonanotte Giuseppe.
Il tuo pensiero esprime una profonda connessione con quella dimensione spirituale che molti avvertono come parte di qualcosa di più grande e misterioso. La quiete diventa il veicolo attraverso cui il divino può manifestarsi dentro di noi, ricordandoci che non siamo separati dal tutto, ma piuttosto frammenti di un'armonia più vasta. Questa consapevolezza non solo ci ricolma di meraviglia, ma ci rigenera, come se il riconoscimento di quel poco che sappiamo fosse sufficiente a nutrire la nostra anima. La pace che scaturisce da questo incontro è il vero ristoro. Grazie!
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