L'abbazia dei cento peccati di Marcello Simoni

Autore: Marcello Simoni
Titolo: L'abbazia dei cento peccati
Editore: Newton Compton
Pagine: 335
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 9,90


È l’agosto del 1346, quando il valoroso Maynard de Rocheblanche, sopravissuto a una disfatta militare, entra in possesso di una pergamena con un enigma vergato. Quell’oscuro testo fa riferimento a una reliquia preziosa, avvolta nel mistero, il Lapis exilii. Sono molti coloro che hanno interesse a impossessarsene, primi fra tutti un ambizioso cardinale di Avignone e il principe Karel di Lussemburgo, desideroso di farsi incoronare imperatore. Per non far cadere l’inestimabile documento in mani sbagliate, Maynard sarà costretto a fuggire. Si recherà prima a Reims, presso la sorella Eudeline, badessa del convento di Sainte-Balsamie, poi nell’abbazia di Pomposa. Proprio lì avverrà il fortunato incontro con l’abate Andrea e il giovane pittore Gualtiero de’ Bruni, insieme ai quali proverà a scoprire la verità sulla reliquia. L’unico a conoscerla, tuttavia, è un monaco dall’aspetto deforme, che ha carpito il segreto del Lapis exilii da un luogo irraggiungibile, il monastero di Mont-Fleur …

Torna il maestro del thriller storico italiano, osannato dalla critica e bestseller internazionale.


La superbia allontana da Dio; l’invidia dal prossimo; l’ira da noi stessi. Così inizia, con le parole di Ugo di san Vittore, il nuovo capolavoro di Marcello Simoni. Un  capolavoro assoluto pari a Il nome della rosa di Umberto Eco. Un thriller storico che si snoda in Pieno Medioevo, tra castelli, abbazie e monasteri. Cavalieri, principi, re, nobili, monaci e monache, popolani e miserabili sono tutti protagonisti di questa nuova straordinaria saga che ci sta lasciando già col fiato sospeso. Un cavaliere alla ricerca di un segreto e di una verità, un monaco deforme depositario della verità, un giovane pittore custode della bellezza. E un luogo dove i destini degli uomini si incrociano, si abbracciano, si dividono, si ricongiungono per poi nuovamente separarsi: l'abbazia di Pomposa. Un romanzo storico che parla di peccati, di superbia, di invidia e di ira. Di quella stessa superbia di cui peccò Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden, desiderosi di diventare come Dio da cui, poi, furono allontanati. Di quella superbia che è il cercare la propria eccellenza per innalzarsi indebitamente sopra gli altri e per sottrarsi completamente a Dio. Perché si insuperbisce chi è polvere e cenere? Anche da vivo le sue viscere sono ripugnanti (Sir 10,9). Di quella invidia che è il sentir dispiacere del bene altrui considerato falsamente ingiustizia e danno fatto a sé; e, di riflesso, è il sentir piacere della perdita del bene subita dagli altri, come se essa aumentasse il proprio bene. Se avete in cuore amara invidia ... non gloriatevi e non mentite contro la verità ... Dove c'è invidia ... c'è pure disordine e ogni sorta di male (Gc 3, 14-16). Di quella ira che è un impulso a reagire contro una persona o cosa che è stata contraria e ha fatto soffrire. Sbattendo il latte se ne ricava il burro; picchiando con il naso, ne esce il sangue, e premendo l'ira, ne scoppia la rissa (Prov 30,33). E se si parla di peccati si parla anche di redenzione, di salvezza, di un cammino teso verso la perfezione, verso ciò che è "buono", "vero" e "bello". Il buon Dio non si aspetta dall'uomo la perfezione ma l'intenzione di cercarla, perché chi conosce il bene che deve fare e non lo fa, commette peccato (Gc 4,17) e lo sforzo di tendere ad essa, perché non ci sarà richiesto di avere abbattuto l'albero, ma di essere stati trovati con la scure in mano (Hölderlin). Marcello Simoni con L'abbazia dei cento peccati ci ha regalato un capolavoro indiscusso della letteratura italiana.


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